Nell’anniversario della sua morte (27 Novembre 1198), a Palermo, si ricorda la Regina di Sicilia π˜Ύπ™€π™¨π™©π™–π™£π™―π™– 𝙄 𝙙’π˜Όπ™‘π™©π™–π™«π™žπ™‘π™‘π™– (1154-1198), ultima sovrana siciliana della stirpe dei Normanni, giΓ  vedova dell’Imperatore del Sacro Romano Impero π™€π™£π™§π™žπ™˜π™€ 𝙑𝙄 π™ƒπ™€π™π™šπ™£π™¨π™©π™–π™ͺπ™›π™šπ™£ (1165-1197).

Il 26 dicembre 1194, dopo nove anni di matrimonio infecondo con Enrico, quando Costanza d’Altavilla aveva giΓ  quarant’anni, nacque a π™…π™šπ™¨π™ž il tanto atteso primogenito π™π™šπ™™π™šπ™§π™žπ™˜π™€, che dal padre ereditΓ² la corona imperiale e dalla madre la corona di Sicilia.

Sul finire del 1189, infatti, 𝙂π™ͺπ™œπ™‘π™žπ™šπ™‘π™’π™€ 𝙄𝙄 π™žπ™‘ 𝘽π™ͺ𝙀𝙣𝙀 era morto senza figli e solo sei mesi piΓΉ tardi era morto in Cilicia anche π™π™šπ™™π™šπ™§π™žπ™˜π™€ π˜½π™–π™§π™—π™–π™§π™€π™¨π™¨π™–.

Nell’estate del 1197 Enrico tornΓ² in Sicilia, dove aveva scoperto una nuova congiura contro di lui, al quale era riuscito a malapena a scampare. Costanza e il π™₯𝙖π™₯𝙖 π˜Ύπ™šπ™‘π™šπ™¨π™©π™žπ™£π™€ furono sospettati di aver partecipato alla congiura. Enrico costrinse la moglie ad assistere alle torture inflitte ai suoi conterranei che avevano ordito il complotto. Inoltre, Enrico confinΓ² la moglie nel palazzo reale di Palermo, sotto il controllo del potentissimo cancelliere 𝙂π™ͺπ™–π™‘π™©π™žπ™šπ™§π™€ π™™π™ž π™‹π™–π™‘π™šπ™–π™§π™žπ™–.

Gualtiero discendeva da una nobile famiglia abruzzese originaria della conca peligna installata giΓ  dalla metΓ  del 1100 nella Valle Siciliana (Castelli) e che proprio in quegli anni veniva proiettata tra le famiglie piΓΉ potenti del Regno con la concessione della Contea di Manoppello. Il suo territorio si estendeva a macchia di leopardo sul versante adriatico da Castelli fino al fiume Sangro.

Sempre nel 1197 Enrico si ammalò gravemente e morì, lasciando la moglie e il figlio, che aveva visto solamente due volte.

Costanza, perΓ², non conobbe mai le ultime volontΓ  del marito, poichΓ© π™ˆπ™–π™§π™˜π™€π™«π™–π™‘π™™π™€ π™™π™ž π˜Όπ™£π™¬π™šπ™žπ™‘π™šπ™§, siniscalco e vassallo dell’imperatore, fece sparire il testamento in accordo con altri nobili tedeschi che intendevano continuare a governare il Regno di Sicilia.

Avevano perΓ² fatto i conti senza Costanza, che con enorme luciditΓ  afferrΓ² subito le redini del potere. Subito dopo la morte del marito volle immediatamente recuperare il figlio, prima che π™π™žπ™‘π™žπ™₯π™₯𝙀 π™™π™ž π™Žπ™«π™šπ™«π™žπ™–, fratello del defunto imperatore, se ne potesse impossessare. Trasferito il piccolo Federico a Palermo la madre lo fece proclamare re in occasione della Pentecoste nel 1198. Libera dal vincolo matrimoniale svevo, Costanza procedette contro i tedeschi che avevano acquisito posizioni di potere durante il regno di Enrico, ricostruΓ¬ la Sicilia come regno normanno, assicurandone l’indipendenza e conservandone l’ereditΓ  per il figlio.

Costanza sapeva di non avere molto tempo per rafforzare la posizione del figlio: capΓ¬ che l’unica soluzione per assicurare un futuro al suo bambino era porsi sotto la tutela della Chiesa. Per questo Costanza, nel 1198, prestΓ² a π˜Ύπ™šπ™‘π™šπ™¨π™©π™žπ™£π™€ 𝙄𝙄𝙄 il giuramento di vassallaggio che Enrico si era rifiutato di prestare, chiedendo di essere accolta formalmente con il figlio sotto la protezione ufficiale della Chiesa. In questo modo Costanza saldΓ² gli interessi del figlio con quelli della Chiesa.

Costanza però non poté vedere i frutti delle sue scelte politiche: il 27 Novembre 1198 morì lasciando suo figlio che aveva solo quattro anni.

Prima di spirare dettΓ² il suo testamento, nominando π™₯𝙖π™₯𝙖 π™„π™£π™£π™€π™˜π™šπ™£π™―π™€ 𝙄𝙄𝙄 amministratore del regno e tutore di Federico, accordandogli un rimborso spese e un compenso annuo. Inoltre nominΓ² un Consiglio di reggenza che avrebbe affiancato il Papa e il figlio nel governo.

Imperatrice e regina, Costanza dimostrΓ² una notevole intelligenza politica, assicurando al figlio un avvenire prospero e facendo in modo che il Regno di Sicilia non costituisse mai una semplice appendice dell’Impero. Fu proprio Costanza d’Altavilla a porre le basi per il regno di π™π™šπ™™π™šπ™§π™žπ™˜π™€ 𝙄𝙄 π™™π™ž π™Žπ™«π™šπ™«π™žπ™–, lo Stupor Mundi.

Con la maturitΓ  politica di Federico II e la sua ferma avversione al potere temporale della Chiesa, il partito guelfo, per avvalorare l’identificazione dell’imperatore con l’Anticristo, diffuse la leggenda della giovanile monacazione forzata di Costanza, in vecchiaia poi tratta, sempre con la forza, dal convento per sposare il figlio del Barbarossa e generare Federico II, figlio contro ogni legge morale e naturale di una monaca e di una vecchia.

In realtΓ  Costanza non prese mai il velo, anche se fu allevata in convento e condusse una vita molto ritirata fino a quando le necessitΓ  di Stato la riportarono alla ribalta.

Dante accetta la leggenda della monacazione, ma rigetta tutti gli aspetti negativi attribuiti ad essa dalla propaganda guelfa e fa di Costanza, come di π™‹π™žπ™˜π™˜π™–π™§π™™π™–, una dolcissima figura di vittima innocente.

COSTANZA D’ALTAVILLA, LA ZITELLA CHE GOVERNO’ UN IMPERO [https://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/…/costanza…/]

APS Gualdana dell'Orso - Gruppo ricostruzione storica del XIII secolo - Montesilvano Β© 2024. All rights reserved.